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BRENZONE
Borgo antico composto originariamente di una torre duecentesca, collegata visivamente con il Castello delle Piagnole e con il Castello di Rocca Bruna.
Il Borgo Brenzone si è sviluppato nei secoli successivi con ampliamenti attorno alla torre e con nuove costruzioni adiacenti, secondo le necessità agricole variabili nel tempo.
Gli aspetti architettonici originari sono stati salvaguardati con attento restauro conservativo degli elementi caratteristici del luogo, come tetto in lastre di pietra, muratura stuccate a malta di calce,solai in legno di castagno,loggiati con colonne in pietra,"acciottolato" della viabilità esterna tra gli edifici ecc.
Il complesso è stato edificato su uno "sperone" di roccia e si sviluppa su cinque piani degradanti verso valle, creando un insieme di volumi abitativo di suggestiva bellezza.
Nel contesto antico borgo Brenzone vi è una cappella gentilizia (nella foto), ex oratorio, contornata da alberi di alto fusto di valore ambientale, anche perché sono di "cornice" alla stupenda visuale sulla vallata del torrente Diaterna, con acqua perenne.
Davanti all'antico oratorio a fianco dell'Azienda Turistico Venatoria sono esposte le antiche macine "Mulino del Cucco" (Mulino del tipo sul torrente del 1427) di proprietà della famiglia CARLI di Firenzuola fin dal 1600. Il mulino ha funzionato fino alla seconda guerra mondiale, con una sola macina da castagna, essendo la zona ricca di secolari castagneti. Attualmente è scomparso, in seguito della costruzione della ferrovia ad alta velocità.
STORIA E LEGGENDA
Nell'agosto 1849, Giuseppe Garibaldi, durante la fuga dalle Romane risalì il torrente Diaterna. Dopo la fine della Repubblica Romana e la morte di Anita vicino a Ravenna, Garibaldi e il luogotenente Leggero, braccati dai soldati del Papa e dagli Austriaci, si posero in salvo negli stati piemontesi attraverso il Granducato di Toscana. Scesi dalle Faggiola, a mezzogiorno mangiarono all'osteria di Coniale, poi ripresero la fuga, attraversarono i due ponti di Camaggiore, risalirono il Diaterna, passarono da Brenzone, da Cerreta, da Bordignano, da Caburaccia e risalirono il Colle di Canda arrivarono infine nel Granducato, alla dogana delle Filigare sulla strada della Faticosa.